
Cos’è, a cosa serve e perché è importante
Capita molto spesso sentirci chiedere: “Per immergersi bisogna avere un brevetto?”
La domanda parrebbe apparire scontata, ma la risposta è tutt’altro che banale: certamente sì. Per effettuare un’immersione è necessario frequentare un corso, ed conseguire un Brevetto.
Se ciò vale, come è noto, per immersioni con Auto-Respiratore ad Aria (le bombole, per capirci), lo è allo stesso modo – se non di più – per le immersioni in apnea.
La subacquea, come molti altri sport (ma non solo) è una pratica piuttosto sicura e generalmente priva di rischi, a condizione che chi la pratica conosca le regole di sicurezza e le norme di comportamento che governano questo sport.
È difficile pensare che qualcuno si azzarderebbe a pilotare un aereo senza prima aver fatto un corso. Ci si metterà alla guida di un aeroplano solo dopo essere certi di avere imparato tutto ciò che c’è da sapere! Andare sott’acqua probabilmente comporta probabilmente meno rischi che volare, ma non è, purtroppo, uno sport privo di rischi. Come per il volo, anche immergersi ci porta a muoverci a a vivere per un momento in un ambiente diverso da quello in cui la nostra specie si è sviluppata.
Andare sott’acqua è molto diverso da nuotare in superficie, infatti ha bisogno che impariamo ad usare (al meglio) alcune attrezzature specifiche che ci consentono di affrontare, muoverci, osservare nell’ambiente marino. Dagli strumenti più semplici e di uso comune come: la maschera, il boccaglio e le pinne, a quelle più sofisticate come, ad esempio, le cosiddette “bombole”. Saper usare le attrezzature al meglio non è affatto scontato. Affrontare un’immersione è completamente diverso da fare una bella passeggiata in snorkeling.
Non tutti sanno che mano a mano che si va in profondità, la pressione dell’acqua aumenta, mentre il volume dell’aria si riduce. Di questo ne abbiamo probabilmente avuto tutti una piccola esperienza: chi non ha provato a fare una capriola per andare a raccogliere un sasso o un po’ di sabbia sul fondo, a pochi metri di profondità. In quell’occasione, solo per il fatto di essere scesi, abbiamo avvertito quella fastidiosa pressione alle orecchie, oppure la maschera che ci si schiacciava sul viso. Non avevamo “compensato” né l’una né l’altra. Bene, un corso di immersione ci insegna, tra le altre cose, come si risolvono questi piccoli inconvenienti, dai più semplici (e fastidiosi) ai più grandi e rischiosi.
Infatti, frequentare un corso è importantissimo, conseguire un’abilitazione, è fondamentale.
Molte persone sono erroneamente portate a pensare che le scuole che organizzano dei corsi di immersione vendono dei brevetti. Niente di più sbagliato. Le scuole organizzano corsi che sono orientati a fornire agli allievi tutte le conoscenze ed i protocolli necessari per conseguire, alla fine, il tanto desiderato brevetto.
Un brevetto è perciò una attestazione rilasciata da un ente (come ad esempio la FIPSAS), riconosciuta in tutto il mondo, che attesta che il suo possessore ha frequentato e superato positivamente un corso di immersione e, pertanto, è in grado di affrontare consapevolmente in sicurezza, entro precisi limiti definiti, ciò che si appresta a fare: un’immersione subacquea.
Perciò un brevetto che viene consegnato all’allievo attesta non solo il completamento del corso ma anche di aver dimostrato alla scuola e al proprio istruttore, di aver superato con successo il proprio percorso di apprendimento.
Infatti, tutte le didattiche hanno sviluppato dei piani di apprendimento. La FIPSAS, nel nostro caso, applica i Programmi Didattici sviluppati dal Comitato tecnico della CMAS (Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee), che vedremo nel dettaglio in un altro articolo.
In Italia, a meno di alcuni casi particolari, è possibile immergersi liberamente. In pratica chiunque abbia l’attrezzatura può effettuare un immersione. Oramai sarà abbastanza chiaro che fare un’immersione free lance, senza alcuna preparazione teorico-tecnica, è quanto di più sbagliato si possa fare: se non formati, quelli che per una persona addestrata possono essere piccoli inconvenienti facilmente evitabili o superabili, possono facilmente trasformarsi in rischi reali per la propria sicurezza, le cui conseguenze possono essere anche molto gravi. Ogni centro di immersione (i cosiddetti “diving”) richiede a chiunque voglia fare un tuffo con le bombole, tra le altra cose, se e quale brevetto ha conseguito. In pratica richiede obbligatoriamente l’attestazione del superamento del corso.
Conosciamo veramente i nostri limiti?
Il discorso è diverso per chi affronta una immersione in apnea. Se tutti (o quasi) sappiamo che un’immersione con le bombole comporta dei rischi, molti meno sono a conoscenza che un’immersione in apnea, se non adeguatamente preparati, può portare a conseguenze anche gravi. Scendere sott’acqua trattenendo è il respiro è un’esperienza che più o meno tutti abbiamo fatto. Probabilmente ci siamo immersi ben al di sotto nei nostri limiti, ma conosciamo veramente i nostri limiti? Sappiamo cosa è possibile fare e cosa, soprattutto, non va assolutamente fatto prima di una apnea? A tutte queste domande (e a moltissime altre) è possibile rispondere solo frequentando un corso (e conseguendo il relativo brevetto).
Immergersi è un’esperienza unica e meravigliosa, ed è anche una delle pratiche più sicure e meno rischiose. Molto più sicuro di guidare una macchina o fare una partita di calcetto con gli amici (studi dimostrano che gli incidenti subacquei per numero di praticanti è nettamente inferiore che per altri sport, come ad esempio il calcio). Ma lo è solo se fatto con giudizio, consapevoli dei limiti, sia dei propri che dello sport che stiamo praticando.
Improvvisarsi è sempre sbagliato, pertanto se hai dubbi o hai delle domande al riguardo, non esitare a contattaci.



